Il cimitero inglese

N el quartiere Testaccio vicino Porta San Paolo a lato della Piramide Cestia, c’è un luogo dove il tempo si è fermato: il cimitero degli inglesi (acattolico) di Roma, destinato all'estremo riposo dei non cattolici stranieri, senza distinzione di nazionalità. I grandi centenari cipressi, il prato verde, la bianca piramide che svetta dietro, le antiche mura romane, insieme ai gatti che prendono il sole e passeggiano indisturbati, sono parte integrante di questo cimitero le cui lapidi sono redatte in tutte le lingue del mondo e gli conferiscono uno stile inimitabile.

Agli inizi del 1700 quando le norme della Chiesa cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici e i suicidi, iniziarono a essere sepolti i primi acattolici in un'area di proprietà pubblica, dove si pascolava il bestiame, in prossimità dei luoghi dove i romani conservavano il vino nelle cavità createsi nel Monte dei cocci e dietro la Piramide di Caio Cestio. Il sepolcreto si sviluppò senza alcun riconoscimento ufficiale e solo alla fine del '700 le autorità presero ad occuparsene. Il disinteresse pubblico era soprattutto determinato dal fatto che nella mentalità cattolica venivano concepiti solo sepolture nelle chiese, la disponibilità di un cimitero che prevedeva tumulazioni nella nuda terra non veniva considerata un privilegio.
All'inizio del XIX secolo nell'area cimiteriale sorgevano solo delle piccole piante, e non vi erano altri ripari per le tombe sparse nella campagna, ove pascolavano le greggi. I cipressi che adornano il cimitero sono stati impiantati successivamente. Negli anni Venti dell'Ottocento la parte originaria del sepolcreto fu chiusa e si provvide alla realizzazione di un nuovo "recinto", delimitato oltretutto da mura, che fu poi seguito da altre estensioni. Nel 1824 venne fatto erigere un fossato che cingeva la parte antica del cimitero. Anticamente erano vietate le croci o le iscrizioni, come in tutti i cimiteri acattolici, perlomeno fino al 1870. Nel 1918 furono vietate le inumazioni.

Tra le numerose tombe di personaggi celebri è da ricordare quella del poeta inglese John Keats (1795-1821). Keats morì a Roma di tubercolosi. Sulla sua tomba è scritto: “Questa tomba contiene i resti mortali di un giovane poeta inglese che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”» (traduzione in italiano di quanto riportato in lingua inglese). Altre tombe sono quelle di Percy Shelley (1792-1822) poeta inglese che annegò nell'affondamento del suo vascello; Antonio Gramsci, uno dei pochi cattolici sepolti nel cimitero.

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