La città delle biciclette

S ituata nella bassa pianura emiliana, la Città delle biciclette sorge sulle sponde del Po di Volano, che separa la città medioevale dal primitivo borgo di San Giorgio e delimita il confine con i nuovi insediamenti contemporanei a sud delle mura.

La Città delle biciclette, com’è comunemente definita Ferrara, rende subito l’idea di come la vita trascorra in un’atmosfera rilassata con poche auto nel centro storico e spazi vivibili. Ferrara è legata alla famiglia d'Este, che durante il suo dominio fece realizzare, tra le opere più importanti, il Castello d'Este (simbolo cittadino), il Palazzo Schifanoia, gli affreschi del Salone dei Mesi ed il Palazzo dei Diamanti.

Il Castello Estense (o di San Michele), la cui prima pietra fu posata nel settembre del 1385, nasce come strumento di controllo politico e militare. Nel corso dei secoli il Castello ha svolto diversi ruoli: sede delle milizie estensi con scuderie, armerie, magazzini, officine e tutto quello che serviva al piccolo esercito che vi alloggiava, per poi trasformarsi progressivamente in residenza nobiliare dove si svolgeva la vita della corte Estense. Sempre assediati dalle città vicine e dalle rivolte interne, gli Este alloggiarono sempre nella parte alta del palazzo, lasciando ai piani bassi la funzione difensiva del castello.

La Cattedrale di San Giorgio Martire sorge al centro della città, di fronte al Palazzo Comunale, a fianco di Piazza delle Erbe (ora piazza Trento e Trieste), non lontano dal Castello Estense. Costruita a partire dal XII secolo, la sua facciata è in marmo bianco e presenta logge, arcatelle, rosoni, finestroni strombati, statue e numerosissimi bassorilievi. Partendo dal basso della facciata: il protiro è sorretto da due colonne raffiguranti un vecchio e un giovane seduti su due leoni. Al centro del portale è raffigurato San Giorgio che uccide il drago al di sotto del quale ci sono scene della vita di Cristo. La parte superiore del protiro è un esempio unico in Italia: è formata da una loggia al di sopra della quale si sviluppa, su tre registri, il tema del Giudizio Universale. Le anime che escono dalle tombe, vengono giudicate da San Giovanni Battista, che pesa le loro anime e le indirizza verso il Paradiso o, incatenate, verso l'Inferno. Ad accoglierle ci sono Abramo (sinistra) o il calderone (destra). Nel timpano, la figura di Cristo Giudice all'interno di una mandorla. Tra il 1451 e il 1493, venne eretto il campanile, lato sud lungo piazza Trento e Trieste, mai terminato; il campanile rinascimentale in laterizio è rivestito in pietra calcarea (bianco e rosso di Verona). Sempre nel lato sud, la cattedrale è decorata da due logge con colonnette scolpite con soggetti diversi. L'interno, interamente rifatto a causa di un incendio nel XVII secolo in stile barocco, è a tre navate con triplice transetto. L'abside in laterizio presenta archi in cotto e capitelli marmorei.

Piazza delle Erbe (ora piazza Trento e Trieste) è il cuore di Ferrara dove si concentrano tutti i simboli del potere: Duomo di San Giorgio, il Palazzo della Ragione, la Loggia dei Merciai dove avevano bottega i mercanti di stoffe e lana, il campanile incompiuto. Ma Piazza delle Erbe è anche il luogo di ritrovo, di passeggio, di bancarelle e di mercatini natalizi. Di fronte al Duomo si accede alla Piazza del Municipio, con l'imponente scalone d'onore che conduceva alla prima residenza degli Este.

Il Palazzo Schifanoia (1385) era la dimora di svago della famiglia estense il suo nome deriva dal significato di schivare la noia. Modificato e completato nel 1493, il palazzo è famoso per ospitare al suo interno il Salone dei Mesi, una fra le espressioni di affreschi cinquecenteschi italiani più rappresentative. L'opera fu voluta da Borso d'Este alla quale parteciparono i più importanti esponenti della scuola ferrarese.

Il Palazzo dei Diamanti (1492-1503) ha come particolarità gli 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di diamante che, oltre a dare il nome al palazzo, rendono la struttura notevolmente articolata grazie alle diverse inclinazioni delle punte dei diamanti che riescono così a creare numerosi effetti di luci ed ombre. Il palazzo si trova al centro del "Quadrivio degli Angeli" ovvero l'intersezione generata da due importanti strade (Corso Ercole I d'Este e Corso Biagio Rossetti) sul cui incrocio vi si affacciano, oltre al Palazzo dei Diamanti, il Palazzo Prosperi-Sacrati e il Palazzo Turchi di Bagno.

Le Mura della Città delle Biciclette sono lunghe circa 9 km, dotate di numerosi baluardi difensivi, in tempi antichi erano interamente circondate da un fossato e ornate da importanti varchi di accesso quali la Porta Paola a sud, la Porta San Giovanni a est e la Porta degli Angeli a nord.

Per gli amanti della fotografia, delle atmosfere romantiche oppure per chi ama semplicemente il silenzio, via delle Volte, una strada acciottolata di 2 km che attraversa Ferrara, è il luogo ideale. Un tempo, prima che il corso del Po venisse deviato, questa bella via medievale svolgeva una funzione commerciale. Qui si trovavano le case dei commercianti che trafficavano con il resto d'Italia attraverso il fiume. Le volte, i passaggi ad arco ancora oggi visibili, permettevano di arrivare rapidamente ai magazzini sul fiume senza dover percorrere tutta la strada. Oggi sono in gran parte chiusi o trasformati in abitazioni.

La cucina ferrarese abbonda di paste fresche, cappellacci con zucca, cappelletti e passatelli in brodo, lasagne, pasticcio di maccheroncini (conditi con ragù, funghi o tartufo). Tra i secondi piatto tipici: la salama da sugo (salsiccia di carne di maiale, fegato, lingua suina, cotiche, insaporita con spezie e vino rosso); l'anguilla ammarinata; la faraona. Tra i dolci: il pampepato, la brazadela e la zuppa inglese. Non c'è molta scelta di vini locali, tranne il rosso del Bosco Eliceo.

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