Il bianco balcone

T ra le città bianche della Puglia, Locorotondo è il bianco balcone della Murgia da cui ammirare un incantevole panorama. Dal suo belvedere si ammira un territorio costituito da piccoli vigneti separati da muretti a secco, macchie di bosco mediterraneo ed uliveti che circondano antiche masserie e trulli sparsi nelle contrade.

La nascita del comune di Locorotondo risale intorno all'anno 1000; situato anticamente ai piedi della collina, successivamente in cima, Locorotondo fu ampliato dopo un miracolo di san Giorgio Martire, così la devozione del popolo fece costruire una cappella al Santo, che verso l'inizio del Seicento fu proclamato patrono del paese.

Il centro storico, racchiuso nella sua perfezione circolare di pietre e calcine, sembra sospeso tra immaginazione e realtà: il bianco della calce avvolge ogni cosa, fa da abbagliante sfondo alle architetture barocche in pietra locale. I caratteristici tetti aguzzi fatti di grigie lastre di pietra (chiancarelle) presentano al loro interno ambienti dalle tipiche volte a stella.

Da piazza Vittorio Emanuele, dove due grandi pilastri ottocenteschi individuano l’antica Porta Napoli, si snoda il percorso lungo il quale si trovano il palazzetto del Comune ora Biblioteca Comunale (fine Settecento), il barocco Palazzo Morelli, con lo splendido portale e i balconcini con ringhiere in ferro battuto a petto d’oca e, più avanti, la Chiesa Madre.

La Chiesa Madre, dedicata a San Giorgio, fu eretta tra il 1790 e il 1825 sul sito di altri tre precedenti edifici dedicati allo stesso santo, ha una facciata in stile neo-cinquecentesco e una pianta articolata, a croce greca. All’interno conserva 42 formelle lapidee a bassorilievo di fine Cinquecento, con storie del Nuovo e Vecchio Testamento ed alcuni altari barocchi a intarsi marmorei policromi (1764). Nella cripta si osservano resti di sepolture ottocentesche e un tesoretto di argenti e reliquiari.

Accanto alla Chiesa Madre si trova l’ottocentesca chiesetta dell’Annunziata, sorta su un oratorio del 1633, che conserva all’interno alcune statue di legno e cartapesta. Più rilevante è la Chiesa della Madonna della Greca, sulla cui origine non si hanno notizie certe. Il primo documento che la cita risale al 1520, sebbene una serie di elementi architettonici, come la volta a semibotte, facciano pensare a una fondazione più antica (XII-XIII sec.). Ha un impianto a tre navate con le basi e i capitelli delle colonne ornati di motivi medievali. Proviene da un’antica cappella della Chiesa Madre il ricco apparato scultoreo in pietra, tra cui spiccano il polittico dell’altare maggiore e il gruppo scultoreo di san Giorgio (1559).

Originale è la piccola Chiesa di San Nicola (1660) con la sua copertura in chiancarelle, tipica dei trulli. All’interno presenta le volte affrescate e un antico bassorilievo in pietra della Crocifissione. La chiesetta dell’Ospedale, infine, situata fuori del centro storico, viene fatta risalire alla metà del Cinquecento. Ha una graziosa abside impreziosita dai resti di un affresco raffigurante una supplica rivolta al Cristo.

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